mercoledì 10 novembre 2010

Sono Direttore Marketing !!!!

Questa la comunicazione che l'Amministratore di Asystel Antonio Caserta ha inviato a tutta l'azienda comunicando la mia nuova nomina.
Che bello !
Al fine di completare l’opera di riorganizzazione aziendale avviata da qualche settimana, vi comunico la nomina di Paolo Sito a nuovo Responsabile Marketing di Asystel S.p.A.

La Direzione Marketing ci darà lo slancio per essere sempre più propositivi ed efficaci verso l’interno e l’esterno della nostra azienda.
La nuova Direzione Marketing lavorerà in staff alla Direzione Commerciale.
La Direzione Marketing si occuperà:
• di valorizzare e pubblicizzare le soluzioni informatiche che Asystel implementa e supporta
• del coordinamento e dell’attivazione delle campagne di marketing pianificate dalla Direzione Commerciale
• della gestione del data base aziendale dei Clienti e Prospect Asystel di cui deterrà la responsabilità
• della relazione con i Vendor per la pianificazione e gestione degli eventi stabiliti dalla Direzione Commerciale
• di dare la massima visibilità – all’esterno ed all’interno – di tutte le attività sviluppate
In particolare – ed è questa una mia esplicita richiesta – sarà compito della Direzione Marketing quello di attivare opportune attività di comunicazione per “allineare” l’azienda, in modo che TUTTI siano perfettamente consapevoli di cosa l’azienda sta facendo e cosa intende fare nel suo futuro.
La scelta di Paolo come referente di quest’area è una decisione che mi fa immaginare nuove ed eccitanti prospettive.

L’avvio del nuovo percorso professionale è stata accolto con l’entusiasmo di un giovincello (Paolo ha appena 50 anni :-) ) e con la convinzione di mettere a disposizione di Asystel 15 anni di storia aziendale vissuti intensamente. Vi assicuro che non è poco!

Proprio perché si parla di “allineamento” dell’azienda, Paolo avrà l’opportunità di condividere con voi le modalità operative del suo ruolo all’interno della Direzione Commerciale (ambito in cui la Direzione Marketing necessariamente dovrà muoversi).

Paolo mi ha chiesto di organizzare un evento che ha intitolato “I miei primi 50 anni e la nuova Organizzazione Asystel” e che presenterà, spero, entro la prossima settimana.

venerdì 27 agosto 2010

Elasticità al prezzo

Questo è lo scontrino che mi è stato consegnato al Bar Centrale di Porto Cervo dopo aver consumato due caffè al banco.
Pensare che per pagare stavo tirando fuori una banconota da cinque Euro. Poi - per puro scrupolo - l'ho rimessa nel portafogli e ne ho tirato fuori una da venti. (meno male altrimenti avrei anche fatto la figura del pezzente)
Quando ho visto che il resto consisteva solo in qualche moneta ero convinto che il tizio del bar avesse sbagliato a digitare l'importo ma poi con la coda dell'occhio ho letto che invece ERA PROPRIO COSI'.

14 Euro per due caffè consumati al banco.

Mi sono detto : cosa vuoi farci, sei a Porto Cervo.

Si va bene, ma il caffè non era neanche tanto buono.

Chiedo: chi è che sbaglia ?
E' il bar ad essere esoso ?
Sono io che come un cretino sono andato a prendere un caffè in un bar dove NON SI PRENDE UN CAFFE' AL BANCO ma si va per stare lì in piazzetta a farsi guardare dagli altri ed allora i 14 Euro valgono per la vetrina e non per il prodotto?

Forse non sbaglia nessuno: è la legge dell'economia, baby.

Laddove c'è domanda c'è un'offerta congruente e quindi BECCHIAMOCI i 14 Euro.

E' questione di elasticità al prezzo.

Si vede che i signori di Porto Cervo sono molto .... elastici!!

La prossima volta almeno mi siedo e chiedo due succhi di frutta.
MA CI VADO CON LA CARTA DI CREDITO !!!!

domenica 21 marzo 2010

Il cinema italiano

E' da un po' di tempo che mi capita di vedere dei bei film italiani. Era un po' che non mi succedeva e quindi ne parlo. Non deve essere solo una mia sensazione perché è successo - e vi assicuro che non capitava da tantissimo tempo - che si sentono degli applausi alla fine delle proiezioni.
Mi è successo almeno un paio di volte ultimamente.
Vuol dire che il film è stato gradito, che non ha stancato e che si vuole dimostrare il proprio apprezzamento.
Occhio: parlo di film con una storia, degli attori, un inizio ed una fine.
Non parlo di quelle pacchianate di cui sento parlare. Non chiedetemi di andare a guardare film con bombe che scoppiano ogni 10 minuti o con colpi di kalashnikov dietro ogni angolo oppure con le auto che fanno l'autoscontro ad ogni incrocio. Quelli sono dei video portati al cinema dove più rumore c'è e più si credono espressivi.
Questo non significa che non sono andato a guardare Avatar che di sicuro non ha le caratteristiche per essere un bel film. Sono andato a vederlo perché era un fumettone tecnologico. Non più di questo. Non credo che avesse nemmeno una storia. Non si può chiamare storia una trama di cui sai già la fine nel momento in cui partano i titoli iniziali e dai un'occhiata alle prime scene.
Parlo di cose diverse.
Mi è piaciuto tantissimo La prima cosa bella che aveva una bellissima storia, delle bravissime attrici e ti lasciava qualcosa dentro. Quando il film è una storia triste e ti fa ridere vuol dire che chi lo ha scritto e diretto è proprio bravo. Questo è uno di quei casi. Virzì è stato proprio bravo.
Complimenti.


La scorsa settimana sono stato a vedere anche Mine vaganti e l'ho apprezzato tantissimo.
Anche qui, bella storia, bravi attori e scene stupende (la casa della famiglia Cantone è un vero spettacolo e le scene girate per Lecce son veramente memorabili).
Bravo Ozpetek, bravo Fantastichini, bravo Riccardo Scamarcio e Alessandro Preziosi.


Applausi anche per loro.

giovedì 11 marzo 2010

AlumniMIP -

AlumniMIP - A dinner with Franco Quillico
Preregistration are open from Thursday 11 March at 1.00 p.m.

mercoledì 27 gennaio 2010

La mail inviata a Nino D'Angelo


Da: Paolo Sito
Date: 24 gennaio 2010 15.25
Oggetto: Un carissimo saluto
A: fansclub@ninodangelo.com



Non posso definirmi un fan. Più che altro potrei chiamarmi un estimatore.
L'altra sera mi è capitato di guardare su Rai3 la puntata di "Parla con me" con la Dandini dove sei stato ospite.
Devo dire un ospite di gran riguardo anche perché ho trovato la tua esibizione splendida. Intreressante, divertente, simpatica e nello stesso tempo cinica e vera.
Mi sono venute in mente tante cose successe molte anni fa.
Mi sono ricordato quando si andava "aret' a terra" a giocare a pallone e lì a volte si giocava con un certo "Semmenzella" che era poi il cugino di un mio compagno di classe (all'epoca facevo le elementari) che aveva un negozio di scarpe a Casoria in quella che oggi si chiama Via Alcide De Gasperi (sono sicuro che all'epoca non si chiamava così) all'angolo con Via Torquato Tasso. Erano gli anni della nostra gioventù e io devo dire affrontavo quelle giornate con un po' di "affanno". Non sono mai stato uno scugnizzo (nel senso buono del termine). Sono sempre stato "nu buon guaglion". Già da quell'età. A scuola sempre in regola e soprattutto parlavo italiano. Era difficile sentirmi dire una parolaccia ma non ho mai disdegnato di vivere la strada. Ricordo il mio professor De Lucia - maestro della 2 elementare - che consigliava caldamente a mia madre di farmi "andare per strada".e non tenermi rinchiuso in casa. Lui aveva visto giusto: sapeva che la strada era un'ottima scuola. Per questo motivo ho sempre quindi alternato le "buone maniere" (studio, studio, studio) con "la strada". Qualche tiro al pallone (non sono mai diventato un calciatore) qualche gioco con le biglie di vetro (noi le chiamavamo "le palline"), qualche gioco con le figurine (si giocava allo schiaffo oppure a "pahh" soffiando sulle figurine sperando che se ne capovolgessero il maggior numero).
Insomma : ho vissuto.
Sono Paolo Sito e detto così forse ti dice poco. Meglio sarebbe dirti che sono il fratello di Loredana, la moglie di Giancarlo Vinci (grande calciatore: quello si) che probabilmente ricorderai con più facilità. Anche lui, quando ci è capitato di parlare di te, ne ha sempre parlato con piacere e rispetto.
Negli anni 80, quando tu imperversavi con i jeans e le magliette, io frequentavo l'Università. Questo mi ha completamente staccato dal tuo "ambiente". Mi sentivo diverso e non avevo nulla da spartirci. Un po' con la puzza sotto il naso ridevo quindi alle tue imprese senza perdere neanche un minuto a sentire quello che dicevi: per me era spazzatura e basta. Quelli erano gli anni dove tu non eri ancora neanche "in". Figuriamoci se ti potevo considerare "intel". Forse non ti consideravo neanche "intelligente" di sicuro non "intellettuale". Probabilmente mi sbagliavo perché forse già all'epoca tu dicevi qualcosa di tuo e non ti uniformavi allo stereotipo del "cantante delle sceneggiate". Tant'è: ho forse commesso un errore.
Nel frattempo mi sono laureato nel 1986 e dopo appena sei mesi ho lasciato Napoli.
Non ci ho più vissuto a Napoli. Tornato si. Sempre. Renditi conto che da allora il mio barbiere è sempre rimasto a Napoli. Questo fino a due anni fa, anno in cui è morta mia madre (mio padre è morto nel 2004). Da allora mi sono trovato un barbiere a Milano dove vivo dal 1993 (i 7 anni precedenti li ho passati a Roma).
Milano è la città in cui vivo. Non la amo ma non posso dire di odiarla.
Certo per me è un po' dura svegliarmi la mattina ed affacciarmi di fronte al Castello Sforzesco (vivo in pieno centro di Milano, in Foro Buonaparte). Se mi volto a destra vedo la Madonnina, ma ne farei volentieri a meno per poter vedere anche da lontano un po' di mare. In fondo sono napoletano. Orgoglioso di esserlo mi sembra una stronzata.Avrei potuto nascere in qualsiasi altro posto. Questa è l'unica cosa che della mia vita non avrei mai potuto decidere io. Ci pensano i nostri genitori a farci nascere da qualche parte del mondo.
Volevo scriverti invece per mandarti un saluto ma soprattutto per farti i miei complimenti per quello che hai fatto della tua vita e per il coraggio che hai dimostrato. Soprattutto a te stesso.
Forse è anche di me che volevo parlarti.Delle mie "lacrime italiane" (non uso parlare spesso in dialetto e quindi le mie non possono essere definite delle vere e e proprie "lacrime napulitane"). Della mia malinconia - ora non vengo neanche più dal mio barbiere - nello stare lontano. E' possibile che Napoli sia qualcosa in più e che per quelli che ci siano nati non sia solo "la città dove sei nato". Credo che sia una dei posti più belli del mondo. Ho avuto gran piacere quando ho letto su un libro del canadese Will Ferguson (Autostop con Budda) che parla di Giappone che metteva la baia di Napoli tra i tre posti più belli del mondo. Quindi non lo diciamo solo noi. Ebbene da questo posto stupendo io mi sono staccato 24 anni fa sapendo che non ci sarei tornato più a vivere. Vivo quindi questo stato di "traditore" di Napoli anche essendone profondamente innamorato. Io come altri napoletani, non ce ne siamo andati con la valigia di cartone. Eravamo e siamo professionisti e probabilmente oggi avremmo grossi problemi a riambientarci nel gran casino che una città come Napoli comporta. Ti chiedi perché ma sai che è così: è un gran casino. Il casino è anche dentro di noi. Ne sentiamo la mancanza ma ce ne siamo andati Dicevamo che era per il lavoro ma forse siamo scappati. Ci sentiamo dei traditori. Ci fa male sentirne parlare male ed ogni volta che si fa il nome di Napoli al telegiornale ci viene un colpo al cuore perché siamo quasi certi che si tratti di una brutta notizia. Chi siamo allora ?
Potresti scriverci una canzone.
O no ?

Un saluto sincero e riconoscente.

PS: se capiti a MIlano - e so che ci capiti - vorrei avere il piacere di salutarti. Il mio indirizzo è Foro Buonaparte 71 Milano (sotto trovi anche il mio cellulare)
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Paolo Sito

martedì 19 gennaio 2010

Executive MBA Council Video Contest


Il mio video vince il Silver Award.Secondi al mondo!
Il video da me realizzato e presentato dal MIP al primo Video Contest organizzato dall’Executive MBA Council ha vinto il Silver Award.
A metà settembre il MIP, invitato a partecipare a questo concorso internazionale, ha chiesto l’aiuto dell’associazione Alumni: ho quindi provveduto a montare un video che in poco più di 3 minuti mostra uno scorcio della vita di studenti, alumni e docenti, presentandone il lato serio e quello goliardico.
Tutto raccolto in un video amatoriale, come espressamente richiesto dalle regole del contest, che ha gareggiato con quelli di molte altre Business School internazionali guadagnandosi il Silver Award. Un motivo di orgoglio per la Business School e per il network di Studenti e Alumni e soprattutto per me.

Questa la Classifica finale:

Gold WinnerThunderbird School of Management
Silver WinnerMIP
The Ohio State University
Buona Visione!Un ringraziamento particolare ai miei amici di Oradaria che hanno realizzato la colonna sonora.

Mail inviata al Presidente di ManagerItalia


Date: 17 gennaio 2010 16.48
Oggetto: Il pernacchio di Manageritalia
A: claudio.pasini@manageritalia.it



Egregio dott. Pasini,
Le scrivo in merito al suo editoriale apparso sul numero dello scorso Dicembre del Dirigente ed alla sua sonora pernacchia inviata ai sig.ri Celli e Guidi.
Sonora lo è sicuramente - apprezzo il coraggio da lei mostrato - ed oserei paragonarla al famoso pernacchio (lui lo definiva al maschile) del grande maestro Edoardo De Filippo nel film "L'oro di Napoli" inviato alle orecchie del Duca Alfonso Maria di Santagata dei Fornari..
Lei ha ragione: è indecente sentirsi dire proprio da chi è stato parte attiva di una classe dirigente che ha fatto quello che ha fatto (nel bene e nel male) che l'unico modo per "risolvere" le proprie situazioni è quello di scappare dal nostro Paese. Purtroppo siamo abbastanza abituati a vedere gente che si tira fuori o - e questo è ancora peggio - dice che tutti si comportano in maniera spregevole salvo poi definirsi assolutamente immacolati e vittime del sistema.
Gli articoli comparsi sul suo giornale ne danno una chiara visione.
Il contenuto de "L'etica non è un optional" dichiara che quasi il 90% dei manager italiani non prenderebbe mai una tangente per avvantaggiare la propria azienda ma poi il 67% dice candidamente che il nostro Paese è più corrotto degli altri. Viene da chiederci : ma questi corrotti dove sono ?
Insomma è giusto che lei difenda la categoria - di cui mi sento fiero partecipe - ma sarebbe giusto anche guardarsi un po' in casa e trovare modi (legali, dialettici, etici o chissà cosa) per ripulire la nostra società. Non le pare ?
Voglio solo esprimere il mio apprezzamento ad una persona come lei che non si nasconde e definisce chiaramente i suoi intenti.
Complimenti!Spero di avere in futuro qualche opportunità per collaborare in modo più proficuo con Manageritalia.